Il ruolo dei volontari di Protezione Civile tra funzioni vietate ed eccessi

Su questo tema si sono svolti nelle Marche due incontri svolti dal nostro formatore Andrea Pierleoni, il 25 luglio a Fossombrone (PU) e il 19 agosto a Monteporzio (PU)

 

MONTEPORZIO (Pesaro e Urbino) – Capita di vedere, con frequenza, che personale volontario delle associazioni di protezione civile e volontariato in genere, svolgano delle attività che esulano dai loro compiti istituzionali.

Nelle Marche, l’associazione O.E.R. Operatori Emergenza Radio da tempo aveva sensibilizzato il Dipartimento Regionale della Protezione Civile sull’argomento, proponendo che in occasione dei corsi di formazione/aggiornamento,obbligatori per tutti i volontari che intendano proseguire l’attività di volontariato, fossero discusse alcune questioni oggetto di una diffusa “tolleranza”, che a lungo andare si trasforma in consuetudini distorte.

Ed ora, ai volontari vengono fornite alcune nozioni sulle loro funzioni. In base alla normativa vigente qualunque Associazione non può svolgere attività attinente l’ordine pubblico e la sicurezza, come, a titolo di esempio, dirigere il traffico veicolare.

Il Capo della Protezione Civile Nazionale ha prescritto come lo svolgimento di attività diverse da quelle così previste per legge importa la radiazione dell’iscrizione dai registri o albi di Protezione Civile.

Nonostante ciò, capita spesso vedere volontari impegnati in attività di protezione civile mentre fanno un uso improprio di palette nella regolamentazione del traffico stradale, specie in prossimità di scuole con alta presenza di bambini, di attraversamenti pedonali o in contesti con un elevato rischio per la sicurezza nonché utilizzando dispositivi lampeggianti di colore azzurro, creando non poca confusione, oltre che svilire il significato che determinate funzioni e dispositivi hanno verso l’utenza e sono demandate per legge alle Istituzioni dello Stato.

E così, l’O.E.R. ha avviato una serie di incontri itineranti, avvalendosi della collaborazione dell’associazione CERCHIO BLU, che – grazie anche alla Scuola di Formazione per la Gestione dell’Emergenza (SFORGE) costituita in seno alla stessa Associazione – crede nella condivisione di nuove abilità, conoscenze ed esperienze e si occupa di agevolare la circolazione delle migliori soluzioni ed approcci nella gestione delle emergenze nonché la formazione del personale delle helping professions.

Il relatore degli incontri è stato il dott. Andrea Pierleoni, storico volontario, oltre che analista, criminalista ed esperto in vittimologia e sociologia della devianza, nonché formatore AIF e da poco entrato a far parte della squadra dei formatori SFORGE di CERCHIO BLU. Dal primo incontro, svoltosi a Fossombrone (Pu) il 19 luglio scorso, dove la numerosa partecipazione di volontari dei Gruppi Comunali e delle OO.VV. della Protezione Civile ha di fatto il sold-out in sala: in tale occasione i lavori sono iniziati con un minuto di silenzio per ricordare ed onorare i caduti della strage di via D’Amelio, ove perse la vita il Giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta.

Era la data in cui ricorreva il 25° anniversario della strage ed è stato un gesto simbolico e di grande valore e rispetto per quanti si spendono per garantire giustizia e verità al nostro Paese.

Ẻ seguito un secondo incontro, il 29 agosto, a Monteporzio (PU), dove anche in tale occasione si è riscontrata una notevole presenza di pubblico; quest’ultima tavola rotonda è stata fortemente voluta da Massimiliano Montesi, presidente del distaccamento del Corpo Nazionale Guardiafuochi di Monteporzio.

Durante i lavori, si è ripercorso l’iter normativo che regolamenta l’attività del volontariato, soffermandosi su quelle che sono le funzioni permesse e quelle vietate, tra cui la gestione della viabilità. Si è voluto evidenziare come le responsabilità penali siano assolutamente personali per le quali ognuno ne risponde in ragione del proprio operato: non si vuol spaventare nessuno ma semplicemente illustrare quelle che sono le funzioni ammesse e quelle vietate, ponendo il volontario nelle condizioni di saper valutare quali sono i suoi limiti e responsabilità che ne conseguono laddove, in caso di eccessi od abusi, sia chiamato a risponderne direttamente.

Il volontario, è stato ricordato nell’incontro pubblico, è al servizio ed in ausilio – senza mai sostituirsi ad essi – degli Organi istituzionali preposti, per legge, alla vigilanza ed al soccorso. Durante l’esposizione, di docente si è relazionato con i presenti in sala favorendo un ampio ed interessante dibattito, dando l’opportunità di formulare domande con una risposta immediata, toccando molteplici tematiche, fra cui non poteva mancare la domanda se sia consentito o meno l’uso di dispositivi supplementari di allarme, l’uso delle cosiddette “palette” ed altri emblemi.

Al riguardo si è ribadito la necessità di operare sempre entro i limiti e le competenze che la legge impone; al riguardo sono state richiamate alcune delibere regionali, oltre alle circolari emesse dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e la recente nota del 24 giugno 2016 con la quale l’allora Capo Dipartimento Dr. Fabrizio Curcio impartiva le indicazioni operative concernenti finalità e limiti dell’intervento delle OO.VV. a supporto delle Autorità preposte ai servizi di polizia stradale, richiamando altresì la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 novembre 2012.

È stato inoltre ricordato come il volontario di protezione civile sia chiamato a svolgere funzioni di previsione, prevenzione e soccorso alla popolazione in ausilio agli Organi dello Stato e degli enti locali nel rispetto dei piani comunali di protezione civile che, si auspica, tutti i comuni abbiano predisposto, adottato e resi operativi.

Infine è sono stati sensibilizzati i Sindaci, quali Autorità comunali di protezione civile, affinché abbiano la stessa formazione e sensibilità in materia per cooperare insieme e cercare sempre di migliorare il servizio di protezione civile per il bene delle collettività locali.

Al termine è stato lasciato spazio al question-time, che ha visto una vivace ed interessante partecipazione del pubblico , al quale il relatore ha fornito risposte e chiarimenti.

Come detto, l’iniziativa ha riscosso notevole interesse, anche da parte di altri Enti e volontari, tanto che sono già in programma altri incontri nelle provincie limitrofe ed anche fuori regione, al fine di proseguire il cammino di sensibilizzazione sul tema. (Marco Gasparini)


 

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