Il periodo del lock down col CERCHIOBLU

Come in ogni emergenza, il Cerchio Blu con i suoi volontari ha teso con entusiasmo la sua mano durante il lock down iniziando i servizi in emergenza con la consegna dei pasti: un via vai senza sosta di scatoloni destinati a chi era sottoposto alla quarantena nei residence, alberghi, campi e anche abitazioni private in tutti i cinque quartieri della città. Un lavoro incessante e faticoso ma fatto col cuore in cui addirittura sono stati consegnati porta a porta anche 24 pasti in un solo turno in ogni angolo della città. È stata anche una splendida occasione per conoscere altre associazioni con le quali abbiamo condiviso questa splendida esperienza. Poi è stata la volta dei campi di bio-contenimento.

 

Quello di Firenze Nord era costituito da numerosi container con all’interno tutti i comfort per gli ospiti sottoposti a quarantena: bagno con doccia, tv, wifi, telefono… Noi del Cerchio Blu abbiamo cominciato presto i turni quasi ogni giorno, dalle 6.45 del mattino quando ancora faceva freddo, fino a tarda sera, quando si avvicendavano altri generosi volontari per il lungo turno della notte. Era un piacere poter dare un aiuto a chi era in difficoltà portando un buon pasto ancora fumante a pranzo e cena, o un caffè con deliziosi dolcetti per la colazione. Tante voci al telefono, tanti sentiti ringraziamenti che scaldavano il cuore. Il turno più toccante e impegnativo è stato quello nella struttura di Coverciano: abbiamo guardato gli occhi incorniciati dalle rughe degli anziani positivi al Covid, i loro movimenti incerti e sperduti mentre li registravamo.

Li accompagnavamo distanziati ai loro pasti che avrebbero consumato da soli, nella solitudine delle loro stanze. Ognuno ha avuto bisogno di una parola di conforto o anche solo di due chiacchiere:un piacevole scambio umano di cui gli ospiti erano ormai privati da troppi giorni. Ma il servizio più bello e gradevole, seppur il più faticoso, è stato quello della consegna mascherine: centinaia di metri a piedi per le strade fiorentine sotto il sole e la pioggia,tanti occhi che ci hanno ringraziato al di sopra delle mascherine, qualcuno con le lacrime.Tante mani diverse che ci hanno salutato mentre consegnavamo pacchi e pacchi di materiale porta a porta.

Rientravamo poi alla sede della Protezione Civile esausti dopo diverse ore di servizio ma felici di aver dato un contributo importante in questo difficile periodo. Siamo stati orgogliosi di portare la divisa del Cerchio Blu e di poter aiutare la collettività durante un’emergenza così grande.

CERCHIOBLU: Noi c’eravamo!


Dr.ssa Raffaella Giorgi – Volontaria del Nucleo di Protezione Civile di CERCHIOBLU

 

 

 

 

 

 


 

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