Bambini rapiti, uccisi e seppelliti vivi da ISIS
Documento shock del Convention on the right of the child delle Nazioni Unite, sui bambini in Iraq, del 4 febbraio 2015

Documento shock del Convention on the right of the child delle Nazioni Unite, sui bambini in Iraq, del 4 febbraio 2015.

A seguito della lettura delle osservazioni conclusive del CRC Convention on the right of the child delle Nazioni Unite datato 4 Febbraio, circa la situazione dei bambini in Iraq, ammettiamo di aver provato un certo rabbrividire. La relazione, riportante i risultati della riunione del Comitato sui diritti dei bambini svolta il 30 gennaio 2015 presso le Nazioni Unite, fa emergere uno scenario agghiacciante: più di tre milioni di bambini in Iraq soffrono di stress post-traumatico a causa dei conflitti armati, e molti si sono suicidati. La situazione più grave riguarda i bambini nei campi profughi, quelli detenuti e i bambini di strada.
Infanti vulnerabili alla violenza, compresa la tortura, la violenza sessuale e lo sfruttamento.
Casi di violenza e di tortura perpetrati anche all’interno delle strutture di detenzione governative, nei confronti dei bambini accusati di terrorismo. Il reclutamento di bambini da parte delle forze armate non statali, tra cui ISIL (State of Iraq and the Levant) che avvengono sistematicamente nei confronti dei bambini di strada ma anche dei bambini dei campi profughi è allarmante.
Il governo Iracheno riferisce di avere informazioni che le bande ISIL hanno rapito 858 bambini dal giugno 2014. Un vasto problema è riferibile circa l’uso frequente dei bambini, compresi i bambini con disabilità, in atti terroristici. I piccoli con disabilità sono stati convinti che impegnandosi in atti terroristici avrebbero perso la loro disabilità.  Le osservazioni più impressionanti sono indicate alla pagina 5, punto 23 del rapporto.
Il Convention on the right of the child delle Nazioni Unite, condanna le uccisioni mirate e brutali di bambini da parte del cosiddetto ISIL e in particolare:
“(a) L’uccisione sistematica dei bambini appartenenti a minoranze etniche e religiose da parte del cosiddetto ISIL, tra cui diversi casi di esecuzioni di massa di ragazzi, così come decapitazioni, crocifissioni e seppellimento di bimbi vivi;
(b) Il grande numero di bambini uccisi e gravemente feriti, a causa dei combattimenti in corso, tra cui gli attacchi aerei, bombardamenti e le operazioni militari da parte delle forze di sicurezza irachene, e di conseguenza di mine e residuati bellici esplosivi. Questo include morti per disidratazione, fame e calore nelle zone colpite dai conflitti;
(c) L’elevato numero di fanciulli rapiti dal cosiddetto ISIL, molti dei quali gravemente traumatizzati nell’assistere all’assassinio dei loro genitori, oppure sottoposti a violenza fisica e sessuale. Maggiori informazioni sono disponibili all’interno del documento “Osservazioni conclusive delle relazioni periodiche sui bambini in Iraq”, del CRC nazioni Unite, pubblicato a seguito della riunione tenutasi il 30 gennaio 2015.

 

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